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martedì 11 marzo 2014

LUIGI DE GIOVANNI INNSBRUCK 2014


Luigi De Giovanni, con la Galleria d'Arte Mentana di Firenze, ha partecipato alla Fiera Internazionale di INNSBRUCK 2014. Nello stand espositivo della Galleria Mentana di Firenze le sue opere hanno suscitato interesse e sono state molto apprezzate.

lunedì 3 marzo 2014

LE VITTIME DEL SILENZIO

LE VITTIME DEL SILENZIO



















Con il Patrocinio del Comune di Specchia (Lecce)

Organizzata dall’Associazione Culturale “e20cult”

LE VITTIME DEL SILENZIO

9 MARZO 2014 PALAZZO RISOLO ORE 17:30
Specchia, piazza del Popolo

L’Associazione culturale “e20cult”, con il convegno, che farà domenica 9
marzo 2014 alle ore 17:30 nella sala di Palazzo Risolo a Specchia (Lecce),
intende sensibilizzare l’opinione pubblica in merito alla drammatica questione
della violenza sulle donne ed il femminicidio ,in una occasione che vuole
essere di riflessione e di confronto attraverso la partecipazione non solo degli
esperti.
Interventi
- Giampiero Pizza Assessore alla Cultura
- Isabella de Nicola, Assessore Pari Opportunità e Famiglia
- Cristina Baldassarre, psicologa, Centro Antiviolenza di Specchia – “La
   buona prassi dei Centri
Antiviolenza Sanfra”
- Francesca Pastore, assistente sociale e giornalista – Amori… malati: la
   violenza sulle donne”  
- Maria Rosaria Scarcia, avvocato – “Legislazione: l’importanza della
tutela”
- coordina: Federica Murgia, associazione “E20Cult”, Specchia
- performance: Domenico Arces - Lucia Macrì
- L’evento sarà arricchito da un contributo, breve testo, della
professoressa
  Lorenza Marra nonché da
poesie, riflessioni e disegni di adolescenti.
- Raccolta fondi in favore del Centro Antiviolenza di Specchia
  comune.specchia.lecce.it  - e20cult.it - info: 329.2370646 associazione
  culturale
LE VITTIME DEL SILENZIO
Una giornata d’analisi del femminicidio, che comprenda gli
aspetti psicologici, sociologici, ambientali, culturali e di diritto, da donna
occidentale, mi parrebbe un evento anacronistico. Leggendo le cronache,
purtroppo, mi rendo conto che ben poco è cambiato rispetto agli anni settanta,
quando le donne della mia età osavano pensare, dopo aver gridato a gran voce,
d’aver, non solo, conquistato i diritti ma anche la dignità d’essere persona,
la libertà e la serenità di non aver paura d’avere un lavoro che le affrancasse
dalla dipendenza economica, fattore questo, che le portava ad accettare
angherie e violenze sino a essere merce di scambio oppure cornice, per
dimostrare il potere economico e sociale del maschio.  
Oggi mi pare che ben poco sia cambiato. Le donne mamme,
sorelle, figlie e fidanzate ma anche amiche si sono rintanate, almeno come
pensieri, molte forzatamente anche a
causa delle difficoltà economiche e sociali, tornando, metaforicamente,
nelle cucine e a far calze, piene d’ansia e timorose di poter affrontare, con
coraggio e senza paura, le battaglie in seno alla propria famiglia e alla società.
Mi sembra si sia fatto un salto indietro o un trasferimento in quelle società
dove nascer donna è solamente una sventura per se stessa e merce di scambio per
la famiglia che la terrà sempre sotto tutela sino a quando non ci sarà il
trasferimento di proprietà e di tutela.
Riguardo all’Italia e al perpetrarsi della situazione di
diseguaglianza fra i sessi la domanda che mi viene spontanea è, chi ha la
maggiore responsabilità dell’educazione delle donne e dei maschi? La risposta è
sconsolante perché nelle famiglie italiane l’impronta educativa è affidata, per
la maggior parte, alle madri, che oggi sono, spesso, madri che hanno combattuto
per l’emancipazione della donna; che sono andate nelle piazze a rivendicare
l’essere soggetto e non oggetto sia all’interno della coppia e della famiglia,
sia nella società dimostrando d’essere preparate ad assolvere tutti i lavori,
tenuto conto che anche negli studi le donne dimostrano maggiore successo. Parlo
di donne che hanno dimostrato la capacità di lavorare fuori di casa, riuscendo
nello stesso tempo a essere perfette casalinghe. Ai figli, molto spesso, non
sono state capaci di inculcare il valore dell’uguaglianza, di far perdere il
senso di sudditanza che porta le figlie ad accettare prepotenze da compagni che
non hanno recepito il valore del rispetto fra i sessi non solo davanti alla
legge ma soprattutto davanti a loro stessi. Anche la scuola, sotto questo
aspetto, non riesce a essere incisiva: stante le numerose aggressioni che
devono subire, soprattutto, le studentesse spesso in nome di un amore che
motiva la violenza con giustificazioni, che per i tempi in cui viviamo, hanno
dell’inverosimile. È l’amore malsano che ancora porta, la donna,
all’accettazione di quella subalternità che le rovinerà l’esistenza o le negherà
la vita.
Nel sociale è sconsolante vedere che, spesso, gli stipendi
dei maschi, per lo svolgimento delle stesse mansioni, sono più alti, che il
risultato delle elezioni, nonostante le italiane siano molto più numerose dei
maschi, è sempre a sfavore delle donne che riescono a eleggere pochissime
rappresentanti. Com’è possibile tutto questo? La risposta che mi sono data è
semplice: le donne si fanno condizionare dai maschi anche in questo e non hanno
fiducia nelle loro potenzialità.
Ecco allora tingersi di rosso sangue le prospettive di molte
che in silenzio non affrontano il terrore e finiscono per essere uccise:
centoventotto nel 2013 di cui quindici minori. Il rosso sangue è interpretato
da un simbolo, bracciali rossi, che alcune hanno voluto preparare per questa
giornata, che ascoltando le cronache, che ogni giorno raccontano di femminicidio,
sembra una commemorazione funebre.
                                              Federica
Murgia





sabato 8 febbraio 2014

che paaaalllleeeeeeeeeeeeeeeeeee


Che palleeeeeeeeeeee!!!... Mi guardo intorno e vedo il ripetersi del cattivo vizio di sparlare del prossimo per cercare d'apparire importanti e competenti, "ispirarsi" alle idee degli altri per dire so fare viene tramutato in so "copiare"... spudoratamente!
Mi pare che non ci sia differenza in nessun luogo e, per fare esempi, Roma, Milano, Bologna... mi appaiono pari a Sedriano, Canicattì, Vibo Valenzia....!

Certi della loro erudizione, i saputi, sputano le loro verità con fare sicuro affermandone oggi una sempre diversa o arricchita rispetto a quella sostenuta ieri. Hanno leggiucchiato, senza troppa attenzione per i contenuti, o sentito sprazzi di notizie, anche pruriginose, che spacciano per oggettive e giuste. Si pavoneggiano, aggiungendo di volta in volta nuovi particolari, perché hanno sentito o percepito dei frammenti di voci qua e là. Frequentemente carpiscono idee, che poi spacciano come proprie, il più delle volte appiccicate, mancando lo spirito creativo e l’ideazione che dà anima ai pensieri e alle cose. Le idee, di cui si appropriano i quacquaraquà, sono monche e riescono a sorprendere il pubblico solo per poco, in quanto, non hanno un successivo sviluppo e coerente continuità. Qualche volta riescono ad avere il seguito di persone che, anche in buona fede, prestano attenzione, e per questo vanno col petto in fuori e hanno l’aria d’essere molto importanti.
I quacquaraquà parlano sul nulla convinti di essere scaltri ma, ad ascoltarli, si capisce subito che rappresentano solo la vuotezza mentale e che possono discorrere solo di pettegolezzi, di sentito dire, di cose mai approfondite. Frasi fatte, respirate e rinforzate nei gruppi chiusi, danno il senso della loro cultura e della mancanza di ricerca dell’ideativo, del giusto e del bello.
S’infastidiscono quando qualcuno osa confutare l’inconsistenza contenutistica delle cose di cui parlano e continuano a pavoneggiarsi con giri di parole che giustificano solo l’ignoranza: la mancanza di sostanza interiore che possa sostenerli al di fuori delle nozioni che danno loro certezze. Questi sono i quacquaraquà che mi lasciano tutte le volte con un dubbio “ci sono o ci fanno?”
Luigi De Giovanni in otto opere ha voluto raccontare il vuoto chiacchiericcio e fare un omaggio a Leonardo Sciascia che, nel libro “Il giorno della civetta”, divise gli uomini in categorie, sistemando nell’ultima proprio i quacquaraquà, persone che, secondo l’autore, <<dovrebbero vivere come le anatre nelle pozzanghere>>. L’artista ha colto lo spunto e usando gli strumenti della pittura, ha trovato idee e sensazioni materializzando le angosce e le ferite che causa il pantano dei pettegolezzi sino a renderlo concreto nel colore che tinge in monocromo una tela di denuncia, diventata metafora del fango sputato inutilmente. Gocciolamenti, spruzzi, macchie essenziali, nelle opere in mostra, realizzate di getto, esprimono la rabbia istintiva del gesto pittorico che si manifesta, anche, mettendo in primo piano la parola, linea guida, “quacquaraquà”.
Nell’opera “malinconia in bianco su sfondo rosa” gocciolamenti di calce, tracce di tinteggiatura di pareti d’abitazione, si rapprendono in una grande e densa macchia screpolata come se si fossero manifestati i segni del disfacimento degli ideali e dei sogni colpiti dagli schizzi melmosi. Uno sfondo rosato, traccia di speranza, contrasta con i sicuri segni bruni che esaltano il significato della cupa malinconia dell’opera che riporta ai piccoli paesi, humus che fermenta il genio ispirato, che fa avvertire sensazioni di disagio, di mancata accettazione dell’uomo per quello che è e non per quello che dovrebbe essere secondo i quacquaraquà benpensanti.
Trama del racconto pittorico è la tristezza dell’animo, colpito dalle maldicenze, che si palesa nei dipinti denunciando la superficialità dei quacquaraquà che trasformano in schizzi di fango appiccicoso, che viene scagliato addosso alle persone per annullarle per allontanarle dal loro posto, anche sociale. Le gestuali macchie esprimono la cattiveria diventata tormento, mentre ripetere sulle tele la scritta “quacquaraquà” è una catarsi liberatoria che denuncia l’immobilità mentale di chi non sa rendersi conto del significato delle ferite che infligge. Una tela gialla, che si anima di allegra vitalità e della gioia di ricominciare nel bianco in esplosione, diventa la speranza che si afferma nell’opera dove da uno sfondo bruno di tela grezza, in cui si addensano macchie spesse di colore bianco, c’è la memoria delle persone che riescono a sfuggire al chiacchiericcio: al limo che le aveva circondate e ferite.
Nelle opere in mostra si percepiscono le sensazioni di animi offesi e la stoltezza dei quacquaraquà: che potranno continuare con il loro impegno sparlando ed enunciando sproloqui su persone, cose o argomenti.
I quacquaraquà sono rappresentati, con sagace ironia, in un omaggio a Leonardo Sciascia che con poche parole riusciva a donarci il clima di un paese dove anche le pareti delle case mormorano.
L’artista con una metafora dà spunto ai loro futuri discorsi….

Federica Murgia
Website: degiovanniluigi.com


mercoledì 5 febbraio 2014

de giovanni luigi a firenze



LUIGI DE GIOVANN in COLLETTIVA
Galleria d’Arte Mentana
Piazza Mentana, 2 - Firenze 
Tel. 055 211985
Per appuntamento cell. 3351207156
galleriamentana@galleriamentana.it
Grande rassegna di grafica, scultura e fotografia
Opening Sabato 8 febbraio 2014 ore 18.00
8 febbraio – 3 marzo
Una mostra collettiva di artisti provenienti da varie nazioni che diventa un confronto di modi d’intendere l’arte.  
Le opere presenti in mostra sono poste in vendita a un costo promozionale.
Artisti:
Giorgio de Chirico, Salvador Dalì, Enrico Baj, Aligi Sassu, Franco Gentilini,
Salvatore Fiume, Giampaolo Talani, Antonio Bueno, Ugo Nespolo,
Meloniski, Sergio Benvenuti, Renato Guttuso. Luigi De Giovanni, Rosario
Bellante, Francesca Coli, A. Dettori, R.Sbolci, M.Bastiaans, C.Polvani,
M.Karapetian, A.Gheri, B.Vivarelli, V.Lingria, V.Tessaro, S.Ometz, U.Di
Pasquantonio, R.Perrone, M.Zalavskaya, D.Gavrilina, A.Audibert,
V.Schmidt, M. Pignat, A. Borali, P. Voltolini, J. Alamanou, Nina Winters,
Jean Marc La Roque, G. Amici.

Galleria d’Arte Mentana
Piazza Mentana, 2 - Firenze 
Tel. 055 211985
Per appuntamento cell. 3351207156
galleriamentana@galleriamentana.it
http://www.galleriamentana.it/
Orari: 10.30/13.00    -    16.00/19.30



martedì 17 dicembre 2013

Artigianato e raccolta fondi per il soccorso agli alluvionati della Sardegna


Artigianato e raccolta fondi per il soccorso agli alluvionati della Sardegna

“Manu Factus creare con le mani… e il cuore”
Con il Patrocinio del Comune di Specchia
e il personale impegno dell’Assessore alla Cultura Dott. Giampiero Pizza.  
Organizzata dall’Associazione Culturale e20cult e da IL Raggio Verde Edizioni
Palazzo Risolo, piazza del Popolo, Specchia
15 dicembre 2013 - 6 gennaio 2014
Il progetto ha come obiettivo la rivalutazione della manualità intesa come valore del “fare” legato alla riscoperta delle tradizioni del Salento che, in questo caso, spesso, sono state rese moderne dalla creatività di abilissimi artigiani. Nello stesso tempo parte del ricavato della vendita degli oggetti sarà devoluto agli alluvionati della Sardegna.
L’evento, inaugurato il 15 dicembre alle ore 18,30, ha avuto inizio con la presentazione del libro “Sorella noia fratello nulla”, edizioni il Raggio Verde, del cantautore Leo Tenneriello, con la lettura di brani che hanno fatto fare una riflessione sui problemi della società e dell’uomo, e un breve ma intenso e bellissimo concerto di Tennariello.
A seguire c’è stato il vernissage della mostra “Manu Factus creare con le mani… e il cuore”. Una dolce nota l’ha data la buonissima torta, con stampato il manifesto dell’evento, offerta dalla pasticceria Mille Voglie di Specchia.
Le stanze di Palazzo Risolo a Specchia, borgo tra i più belli d'Italia, si sono, quindi, trasformate nelle stanze di “Manu Factus”, la prima edizione di un appuntamento itinerante con l’artigianato per scoprire creazioni fantasiose e di pregio.
Con “Manu Factus” “e20cult” intende dare visibilità alle tante mani operose che ogni giorno, magari al chiuso della loro casa, bottega o atelier, creano utilizzando materie prime, spesso anche povere, per dar forma a manufatti di uso quotidiano: ricami, capi di abbigliamento, gioielli, giocattoli e accessori, di abilissima fattura, che possono considerarsi “preziosi” in quanto prove d’autore, oggetti unici nati dalla fusione della fantasia e la profonda conoscenza dei materiali e delle tecniche di lavorazione.
Oggetti,  idee e piccoli pensieri da mettere sotto l'albero. Idee che hanno un valore in più perché portatrici di generosità nei confronti delle zone alluvionate della Sardegna che, quest’anno, anche sotto le feste, continua a soffrire a causa di “Cleopatra”: devastante alluvione che gravemente danneggiato territori della meravigliosa isola e che ha mandato sul lastrico famiglie e imprenditori. 
Manu Factus, primo appuntamento di una rassegna itinerante, è un segno dell'impegno nel sociale dell'associazione e20Cult.
Perciò vi aspettiamo numerosi!

Ingresso libero
Orario di apertura: tutti i giorni, ore 18-21. Ingresso libero.

comune.specchia.lecce.it e20cult.it info: 329.2370646

Tutti i partecipanti hanno aderito all’iniziativa di soccorso alla Sardegna
Artigiani:
- Luigi e Antonio Bello – presepe salentino tipico con paiare, muretti a secco e ulivi
- Stefania Branca – clima caldo avvolgente con manufatti in maglia
- Briciole di passione – presepi dalle prospettive suggestive su tegole antiche e gessetti profumati per armadi
- Giampaolo Buscicchio – dal restauro all’artigianato. La sua idea riporta al recupero degli scarti di lavorazione di materiali da costruzione tipici del Salento. Per le sue creazioni utilizza piuma di pietra leccese (polveri) ma anche materiali propri del restauro.
- Claudio Capone – lavori in terracotta quali fischietti, campanelle e presepi della globalità. Il Bambino Gesù viene immaginato in braccio a San Giuseppe che lo eleva quasi a voler valorizzare la paternità.
- Luciana e Michela Capone – riscoprire l’arte del ricamo e del cucito e della maglia con passione d’altri tempi e d’altre esigenze.
- Sara di Caprio – decorazioni su vetro. La giovinezza che sa vedere il passato. 
- Cate - “Prendas, ci no funti nè de oru nè de prata”, il  ricavo totale andrà per il soccorso agli alluvionati della Sardegna
- Vita e Cosima Costantini - creazioni di fascinose mantelle, caldi ponci e cappelli, collane che diventano sciarpe per l’inverno. Vita ha riservato un bellissimo lavoro il cui ricavo totale andrà alla raccolta fondi per il soccorso alla Sardegna.
- Francesca Orlando – deliziosi merletti fatti con la tecnica del chiacchierino, del macramè, del filet e del ricamo raccontano di un passato dove il corredo aveva grandissimo valore.
Gianluca Orlando – la sua oggettistica di legno si esalta nella spirituale poesia della Santa Maternità natalizia. 
- Andrea e Giuseppe Pastore - l’arte di modellare, elegantemente, rame e stagno per rievocare la bellezza della natura
- Laura Petracca - decorazioni su vetri e tessuti sono racconti che interpretano simbologie dell’inconscio.
- Stefano Quarta – con l’utilizzo del fil di ferro descrive con delicatezza ed eleganza forme essenziali del reale.
- Roberta Risolo – orafa – gioielli realizzati con materiali, anche provenienti dal territorio di cui reinterpreta segni e modelli, ideati e realizzati con tracce d’ispirazione all’art nouveau.
- Maria Rosaria Scarcia – idee e simbologie con la preziosità dell’antica arte del chiaccherino
- Ada Scupola – decorazioni su vetro e ceramica, pittura su stoffa, creativi spunti per il riciclo di CD – Presepe di plastica riciclata – lampadario di bicchieri realizzato da un suo alunno. Il ricavo è destinato totalmente alla beneficienza (50% pro Sardegna e 50% per le famiglie povere del territorio).
Anna Tullo – meraviglie, fatte con l’elegante punto antico che conserva ancora tutta la sua raffinatezza, diventano gioielli che riportano ad antichi valori nei tavoli delle feste.
Assunta Villani –la passione si fa realtà nell’eleganza e nella raffinatezza delle sue trine fatte al tombolo.
Importante per la valenza educativa è la partecipazione delle Allieve dell'indirizzo "Moda" della Scuola IISS – "Don Tonino Bello " di Tricase/Alessano – che espone “abiti per sognare” eseguiti dalle allieve e dipinti dalla professoressa Laura Petracca.
Una nota particolare è data dalla presenza di Luigi De Giovanni artista di Specchia che ha voluto partecipare con generosità. L’artista questo periodo ha sofferto per la Sardegna, oggi in difficoltà, terra che l’ha adottato e apprezzato come uomo e come artista e che l'ha accolto come proprio figlio sin dal 1973.
L’installazione pro Sardegna, del Maestro Luigi De Giovanni, allestita magistralmente dall’architetto Stefania Branca, rispecchia l’amore dell’artista sia per il territorio salentino con l’uso delle canne e con gli scorci degli acquerelli sia per la Sardegna con l’opera, “Seulo, dalla finestra di nonna Maria” cm 70x 100, che rappresenta uno scorcio della Sardegna, da luogo alla solidarietà.  Quest’opera verrà vinta acquistando i biglietti della lotteria: un biglietto costa € 10,00 - chi acquista tre biglietti avrà un acquerello di cm. 12,00x18,00 (circa). Gli acquerelli, che sostituiscono gli addobbi di Natale nell’albero di canne, hanno la quotazione € 50,00 ciascuno, l’opera, “Seulo, dalla finestra di nonna Maria” olio su tela ha la quotazione di € 3.000,00, fanno parte dell’operazione di solidarietà pro Sardegna.  

sabato 14 dicembre 2013

Manu Factus creare con le mani… e il cuore


Manu Factus creare con le mani… e il cuore
Con il Patrocinio del Comune di Specchia
Organizzata dall’Associazione Culturale e20cult e da IL Raggio Verde Edizioni

Palazzo Risolo Specchia
15 dicembre 2013 - 6 gennaio 2014
In apertura, il 15 dicembre alle ore 18,30, ci sarà la presentazione del libro “Sorella noia fratello nulla”, edizioni il Raggio Verde, del cantautore Leo Tenneriello.
A seguire il vernissage della mostra

“Manu Factus creare con le mani… e il cuore”.
Un progetto che mette al centro la riscoperta della manualità, del “fare” legato alla tradizione e frutto della creatività.
Dal 15 dicembre al 6 gennaio 2014 le sale di Palazzo Risolo, nel borgo tra i più belli d'Italia, si trasformeranno nelle stanze di “Manu Factus”, la prima edizione di un appuntamento itinerante con l’artigianato per scoprire creazioni fantasiose e di pregio.
Con “Manu Factus” si intende dare visibilità alle tante mani operose che ogni giorno, magari al chiuso della loro casa, bottega o atelier, creano utilizzando materie prime, spesso anche povere, per dar forma a manufatti di uso quotidiano: ricami, capi di abbigliamento, gioielli, giocattoli e accessori che possono considerarsi “preziosi” in quanto prove d’autore, oggetti unici nati dalla fusione della fantasia e la profonda conoscenza dei materiali e delle tecniche di lavorazione.
Tante idee e piccoli pensieri da mettere sotto l'albero...
Manu Factus, il primo appuntamento di una rassegna itinerante, è anche segno dell'impegno nel sociale dell'associazione e20Cult. Parte del ricavato sarà, infatti, devoluto agli alluvionati della Sardegna.
Perciò vi aspettiamo numerosi!
Programma
Ore 18.30 Apertura della mostra a cura di Federica Murgia, responsabile della sede specchiese dell'associazione e20Cult.

A seguire la presentazione del libro del cantautore Leo Tenneriello - Sorella Noia Fratello Nulla

Ingresso libero

La rassegna è organizzata dall'associazione e20Cult in collaborazione con l'Assessorato alla Cultura del Comune di Specchia, che patrocina l'evento, e il Raggio Verde edizioni.
Orario di apertura: tutti i giorni, ore 18-21. Ingresso libero.

comune.specchia.lecce.it e20cult.it info: 329.2370646



PARTECIPANTI:
- Luigi e Antonio Bello – presepe salentino tipico con paiare, muretti a secco e ulivi
- Stefania Branca – caldo avvolgente con manufatti in maglia
- Briciole di passione – presepi su tegole antiche e gessetti profumati
- Giampaolo Buscicchio – dal restauro all’artigianato. La sua idea riporta al recupero degli scarti di lavorazione di materiali da costruzione tipici del Salento. Per le sue creazioni utilizza piuma di pietra leccese (polveri) ma anche materiali propri del restauro, realizzando statuine, piatti e oggettistica che conservano l’essenza del territorio.
- Claudio Capone – lavori in terracotta quali fischietti e presepi della globalità. Il Bambino Gesù viene immaginato in braccio a San Giuseppe che lo eleva quasi a voler valorizzare la paternità.
- Luciana e Michela Capone – riscoprire l’arte del ricamo e del cucito e della maglia con passione d’altri tempi e d’altre esigenze.
- Sara di Caprio – decorazioni su vetro. La giovinezza che sa vedere il passato. 
- Cate - “Prendas, ci no funti nè de oru nè de prata”, il  ricavo totale andrà per il soccorso agli alluvionati della Sardegna
- Vita e Cosima Costantini - creazioni di fascinose mantelle, caldi ponci e cappelli, collane che diventano sciarpe per l’inverno
- Francesca Orlando – deliziosi merletti fatti con la tecnica del chiacchierino, del macramè, del filet e del ricamo raccontano di un passato dove il corredo aveva grandissimo valore.
Gianluca Orlando – la sua oggettistica di legno si esalta nella spirituale poesia della Santa maternità natalizia. 
- Andrea e Giuseppe Pastore - l’arte di modellare, elegantemente, rame e stagno per rievocare la bellezza della natura
- Laura Petracca - decorazioni su vetri e tessuti racconti che interpretano simbologie dell’inconscio.
- Stefano Quarta – con l’utilizzo del fil di ferro descrive con delicatezza ed eleganza forme del reale.
- Roberta Risolo – orafa – gioielli realizzati con materiali, anche provenienti dal territorio, ideati e realizzati con tracce d’ispirazione all’art nouveau.
- Maria Rosaria Scarcia – idee e simbologie al chiaccherino
- Ada Scupola – decorazioni su vetro e ceramica, pittura su stoffa, creativi spunti per il riciclo di CD – Presepe di plastica riciclata – lampadario di bicchieri realizzato da un suo alunno.
Anna Tullo – meraviglie fatte con l’elegante punto antico che conserva ancora tutta la sua raffinatezza.
Assunta Villani –la passione si fa realtà nell’eleganza e nella raffinatezza delle sue trine fatte al tombolo.
Importante per la valenza educativa è la partecipazione delle Allieve dell'indirizzo "Moda" della Scuola IISS – "Don Tonino Bello " di Tricase/Alessano – che espone abiti per sognare eseguiti dalle allieve e dipinti dalla professoressa Laura Petracca.
Manu Factus, il primo appuntamento di una rassegna itinerante, è anche segno dell'impegno nel sociale dell'associazione e20Cult. Parte del ricavato sarà, infatti, devoluto agli alluvionati della Sardegna.

L’installazione pro Sardegna, del Maestro Luigi De Giovanni, allestita magistralmente dall’architetto Stefania Branca, rispecchia l’amore dell’artista per il territorio salentino con l’uso delle canne e con gli scorci degli acquerelli. L’opera, “Seulo, dalla finestra di nonna Maria” cm 70x 100 che rappresenta uno scorcio della Sardegna, verrà vinta acquistando i biglietti della lotteria: un biglietto costa € 10,00 - chi acquista 3 biglietti avrà un acquerello di cm. 12,00x18,00 (circa).
Gli acquerelli hanno la quotazione € 50,00, sostituiscono gli addobbi di Natale nell’albero di canne, e l’opera, “Seulo, dalla finestra di nonna Maria” olio su tela ha la quotazione di € 3.000,00, fanno parte dell’operazione di solidarietà pro Sardegna.  
Luigi De Giovanni, questo periodo ha sofferto per la Sardegna, oggi in difficoltà, terra che lo ha adottato e apprezzato come uomo e come artista e che lo ha accolto come un proprio figlio sin dal 1973. 

mercoledì 11 dicembre 2013

de giovanni luigi a firenze

Galleria d’Arte Mentana di Firenze

Presenta

VALORI DI CONTINUITA’
Rassegna d’Arte Contemporanea

Inaugurazione: Sabato 14 Dicembre 2013 alle ore 18.00

Questa rassegna dà al pubblico l’occasione di fare un viaggio nell’arte contemporanea, attraverso le opere di artisti già affermati, giovani promesse nazionali e internazionali.
Un’interessante esposizione che, nei “Valori di continuità”, mostra idee, fermenti e innovazioni nelle arti visive.

La mostra sarà visitabile sino al 15 gennaio 2014
Artisti: Ugo Nespolo, Renzo Sbolci, Letizia Zombory, Luigi De Giovanni, Carla Monti, Giammarco Amici, Francesca Coli, Emilio Facchini, Daria Gavrilina, Odo Camillo Turrini, Yury Koush, Maria Zaslavskaya, Annie Gheri, Clara Polvani, Vittorio Tessaro, Bianca Vivarelli, Bruno Rasia, Angela Audibert Beltramo, Rosario Bellante, Hector Rodriguez,    M. Karapetian D’Errico, Janice Alamanou, Meloniski, Alina Dettori

Galleria d'arte Mentana P.zza Mentana 2-3/r Firenze tel +39 055.211985